La scienza in teatro. Lo scampanio del ballo “Il Sogno” al teatro dell’Opera a Parigi (1891)

Da La Scienza per Tutti, Anno XI, N. 3, mar. 1891.

” ■ Ci siam proposti di descrivere un nuovo istrumento destinato ad imitare il suono delle campane, il codonofono, del quale si è fatto uso per la prima volta nel ballo Il sogno.
■ Al teatro dell’Opera era già stato esperimentato, per l’imitazione suaccennata, un istrumento inventato dal Sax, il quale consisteva in una campana formata con un foglio di ottone avvolto a foggia di cartoccio e sul quale era stata prodotta col martello una serie di rigonfiature. Il timbro, l’altezza e l’intensità del suono variano secondo il numero, la forma e la disposizione delle rigonfiature. Con questa campana, che pesa appena sette chilogrammi, si può ottenere la medesima nota che si ha da una campana che ne pesa migliaja. Ma per rinforzare il suono e prolungare le vibrazioni si è obbligati di ricorrere ad un artifizio: nel tempo stesso che si batte su questo istrumento, un saxhorn basso ed un saxhorn contrabasso danno la medesima nota all’unisono mentre una campana comune di 100 chilogrammi lo dà anche essa, ma due ottave sopra.
■ Si ammette generalmente che il numero delle vibrazioni di una campana varii in ragione inversa della radice cubica del suo peso, vale a dire che questo cresca rapidamente colla gravità del suono. E siccome le campane sono sempre pesanti e costose, rispetto alla nota che emettono, si capisce che vi deve essere molto interesse a produrre la medesima nota con istrumenti più leggieri, sopratutto in teatro ove non si ha bisogno della medesima intensità che è necessaria all’aria libera. Il codonofono consta di una serie di tubi d’ottone sospesi verticalmente: quando si colpiscono con un martello entrano in vibrazione e mandano un suono simile a quello delle campane.
■ Quei tubi hanno un diametro di 36 millimetri ed una grossezza di 3. La loro lunghezza varia secondo la nota che si vuole ottenere, e la si determina per mezzo di un’ asta che attraversa il tubo a ciascuna delle sue estremità ed è ribadita esteriormente da ogni parte.

“IL CODONOFONO, NUOVO ISTRUMENTO DI MUSICA DESTINATO A IMITARE LE CAMPANE.”

■ Il signor Lapissida, ispettore generale del teatro dell’Opera, avendo notato alcuni di quei tubi esposti a Brusselle nel 1887 da un fabbricatore di Birmingham, li indicò al suo direttore Gailhard che concepì l’idea di usufruirli nel ballo Il sogno.
■ Il Gailhard, coi tubi che poté procurarsi in Inghilterra, riuscì a comporre un vero cariglione. Poi li affidò al Lecape, artefice in genere di pianoforti, quale seppe abilmente fabbricare l’istrumento, rappresentato dalla nostra incisione.
■ Codesto istrumento comprende in tutto venticinque tubi che danno suoni per l’estensione di due ottave da do a do in chiave di sol e di una purezza acustica molto soddisfacente. Per mezzo di una tastiera e di un congegno semplicissimo, analogo a quello di un pianoforte, si mettono in azione dei martelli a scappamento che bat- tono sui tubi.
■ La nota più bassa è data da un tubo lungo m. 1,85, che pesa circa tre chilogrammi e mezzo ed equivale ad una campana di 80 chilogrammi. Gli altri tubi vanno accorciandosi gradatamente sino al venticinquesimo, lungo metri 0,90 e che equivale ad una campana di 33 chilogrammi. I venticinque tubi presi assieme non giungono al peso di 100 chilogrammi e surrogano un concerto di campane del peso di 1500 a 2000 chilogrammi.
■ Si vede quindi che il codonofono del Sogno emette suoni analoghi a quelli che manda il cosidetto cariglione acuto del villaggio. Per ottenere note più gravi sarebbe mestieri impiegare tubi più lunghi e di diametro maggiore. Tuttavia per suoni analoghi a quelli dei campanoni, sarebbe a nostro avviso preferibile costruire grandi molle a spirale come quelle che anticamente esistevano in certe cattedrali, o sul genere di quelle degli orologi a ripetizione.
■ Nel Rheingold di Wagner si fa uso di una enorme corda di contrabasso che si fa vibrare entro una cassa armonica. Nel Parsifal del medesimo autore, a Bayreuth, si batte con martelli sopra grandi tubi metallici nel tempo stesso che si fanno vibrare all’unisono grosse corde da contrabasso e dei tam-tam. Il codonofono costituisce un nuovo istrumento musicale che imita molto bene le campane ed è suscettibile di venire frequentemente usufruito in teatro ed anche introdotto nelle grandi orchestre. Esso rappresenta un progresso notevole sulle tastiere formate da semplici sbarre di metallo, che vengono molto adoperate nei teatri di Germania per imitare i piccoli cariglioni. Il suo peso ed il suo prezzo, relativamente poco elevato, a paragone delle campane, possono pur contribuire a fargli trovare applicazioni nei teatri e nelle chiese.”