L’altalena diabolica (1894)

Da La Scienza per Tutti, Anno XIV, N. 9, settembre 1894.

” ■ Il principio dei movimenti relativi e delle illusioni ottiche e meccaniche ha testé ricevuto in America, per opera del signor Amariah Lake di Pleasantville (New- Jersey), una nuova ingegnosissima applicazione che ottenne a San Francisco di California un entusiastico successo.
■ Mediante disposizioni d’una semplicità primitiva il costruttore riesce a dare ad alcune persone pressoché immobili, l’illusione di descrivere nello spazio un giro completo, e quindi di avere, in un dato momento, la testa in giù, mentre in realtà sono perfettamente sedute. La spiegazione di tali effetti sta in quel difetto dei nostri sensi per il quale noi non sappiamo quasi mai giustamente apprezzare i movimenti relativi, nella lentezza colla quale il nostro raziocinio ci guida a scernere la realtà dall’illusione, e nella forza grandissima che ha su di noi l’abitudine.
■ Così, quando un treno ferroviario si mette in moto mentre noi stiamo fermi in un altro vicino, è quest’ultimo che ci sembra muoversi, e noi con esso. È su questo stesso fenomeno che si fonda la costruzione dell’altalena diabolica del signor Lake, benché in questo tutto sia studiato e combinato in maniera da rendere l’illusione più efficace e completa.
■ Coloro che vogliono provare la novità vengono introdotti in una piccola stanzetta nel mezzo della quale si vede una grossa barra di ferro cui è sospesa un’altalena capace d’una quindicina di persone. Quando tutti sono seduti, l’operatore imprime all’altalena una leggiera oscillazione e quindi si ritira chiudendo l’uscio dell’ambiente, e dando subito dopo principio all’illusione.

“FIG. 1. — L’ALTALENA IN POSIZIONE REALE.”
“FIG. 2. — L’ALTALENA IN POSIZIONE APPARENTE.”

■ Il piccolo impulso oscillatorio dato dall’operatore un istante prima sembra aumentare sempre più; l’ampiezza delle oscillazioni va rapidamente crescendo fino a divenire inquietante e quindi addirittura spaventosa allorché si trasforma in rotazione completa rapidissima attorno alla sbarra di sospensione, la quale, per completare l’effetto, è ripiegata ai due lati.
■ Come i lettori avranno già indovinato, un sì strano effetto che lascia un’impressione vivissima, emozionante al dire di coloro che l’hanno provato è dovuto all’oscillazione man mano amplificata e quindi alla completa rotazione intorno alla sbarra, non dell’altalena sulla quale trovansi gli spettatori, ma bensì della cameretta stessa, o meglio, del vagoncino che li contiene.
■ Quando il divertimento sta per finire e che il vagoncino va lentamente diminuendo le sue oscillazioni, per ingannare gli spettatori fino all’ultimo, s’imprime dall’esterno un piccolo e reale movimento anche all’asse di sospensione sicché, arrestato il vagoncino, resta all’altalena un moto reale che completa l’illusione.
■ Va poi da sé, che tutti gli oggetti, come quadri, tavoli, scranne, armadi, lucerne, ecc., di cui è arredata la camera mobile, sono solidamente assicurati alle pareti e fra loro. La lampada che vedesi sul tavolino è fatta in guisa da parere a petrolio, e quindi rovesciabile, ma in realtà è ad incandescenza; le cristallerie dell’armadio, la carrozzella da bambini, il cappello posato sulla sedia, ecc., tutto contribuisce a completare l’inganno. Persino coloro stessi che ne sanno il segreto sono talvolta così impressionati che, dimenticando la realtà, si afferrano istintivamente ai sedili ed alle funi quando l’altalena sembra lanciarli in alto.
■ La cosa, come scorgesi, è si interessante e curiosa, ed incontra tanta fortuna, che non tarderà a comparire anche in Europa.”