Torricella corazzata da campagna (1894)

Da La Scienza per Tutti, Anno XIV, N. 12, dicembre 1894.

” ■ Le torricelle corazzate entrarono recentemente a prendere parte importante nell’opera di difesa delle piazze forti; ed ora abbiamo sott’occhio un’applicazione delle proprietà di questi apparecchi metallici alle operazioni del campo di battaglia.
■ Si tratta di un affusto corazzato mobile, costruito in Germania nella officina Grüson, secondo le indicazioni del maggiore Schumann.
■ Recente l’applicazione, ma non nuova è l’idea.
■ Le torricelle di campagna, mobilizzate su carri, erano in uso nella Persia fin dalla più remota antichità. Quelle che Ciro aveva alla battaglia di Thymbrea misuravano circa cinque metri d’altezza.
■ Posta sopra una piattaforma trascinata da otto paja di buoi, ciascuna di esse, dice Zenofonte (Ciropedia, lib. XI), era occupata da venti arcieri scelti.
■ Gli antichi si servivano pure di torricelle da campagna caricate sul dorso degli elefanti. Fissate al basto degli enormi pachidermi, quelle costruzioni di legno erano circondate da parapetti rivestiti da pelli di buoi sgozzati di fresco.


■ Ma, passando rapidamente ai tempi moderni, vediamo quale è l’economia dei nuovi prodotti del Grüson-werk.
■ La torricella di campagna Schumann consiste in un cilindro in lamiera, del diametro interno di circa m.1,30, avente una porta, chiuso alla base da una tavola metallica e coperto da una cupola o tetto d’acciajo, dello spessore di 25 millimetri e della forma di una calotta sferica.
■ Nella sua parte superiore il cilindro è rafforzato da un anello di ferro fucinato, di 25 millimetri. Essenzialmente mobile, il tetto riposa, per mezzo di tre branche di sopporto, sopra una colonna centrale, la cui estremità inferiore, a forma di perno, può girare in una ralla fissata alla tavola ed avente il contorno dentato.

“FIG. 1. — TRENO DI UNA TORRICELLA DA CAMPAGNA.”

■ Sotto questa torricella a cupola, un pezzo — di 37 o 53 millimetri, a tiro rapido — è in batteria, servito da due uomini che fanno, per turno, uno il servizio di approvvigionamento, l’altro il servizio di procedere, per ordine, alla triplice operazione della carica, del puntamento e dello sparo.
■ Le bande nelle quali si incastrano gli orecchioni di codesta bocca da fuoco sono invariabilmente collegate al tetto, di modo che il rinculo resta completamente soppresso.
■ Nel momento della partenza del colpo, la cupola oscilla leggermente, ma il centro di gravità del sistema occupa una posizione tale che la cupola stessa si raddrizza tosto.


■ L’uomo incaricato della manovra sta seduto e punta attraverso la cannoniera aperta nella cupola; poi, dopo che, per una rotazione di 180°, la cannoniera fu sottratta al pericolo di una risposta del nemico, egli può osservare il terreno attraverso un foro munito di coperchio mobile.
■ Per puntare in direzione, egli fa girare la cupola, manovrando un volante, sull’asse del quale è montato un rocchetto che fa ingranaggio coi denti della ralla. Codesto asse, che attraversa due bracci calati sopra una colonnetta, può essere all’occorrenza immobilizzato.
■ L’apparecchio di puntamento in alto consiste semplicemente in una vite, che l’uomo di servizio, stando seduto, manovra con l’ajuto del volante. L’ampiezza dell’angolo di tiro può variare da 10° al di sopra, a 5° al di sotto dell’orizzonte.

“FIG. 2. — GRUPPO DI TORRICELLE IN UN TERRAPIENO DI FORTIFICAZIONI PROVVISORIE.”

■ Nell’interno della torricella cilindrica si trovano delle casse di munizioni addossate a una rotaja circolare, lungo la quale si può farle scivolare; e, secondo le esigenze del tiro, l’artigliere se la tiene alla portata. Quando una di cotali casse è vuota, egli la passa al compagno, che la sostituisce con un’altra piena.
■ Si fa uso di cartocci metallici; la carica di polvere è chiusa in un astuccio d’ottone fissato alla parte superiore del projettile.
■ L’approvvigionamento è di 160 colpi pel calibro di 37; di 130 pel calibro di 53 millimetri.
■ La torricella, così in breve descritta, è essenzialmente trasportabile: all’uopo, essa è montata sopra un veicolo a due ruote, di costruzione speciale, trascinato da sei cavalli.
■ Il costruttore ha curvato la sala due volte ad angolo retto, in modo da diminuire l’altezza della vettura. A codesta sala e al corpo del veicolo sono fissate due teste di rotaja — lunghe circa due metri — sulle quali la torricella si posa per mezzo di quattro rotelle.
■ Alla vettura sono sospesi due altri capi di rotaja, che si mettono sul suolo — nel prolungamento dei primi — nel posto che deve occupare la torricella, una volta discesa dal suo carro. Pervenuta a destinazione, la torricella stessa è affondata nella massa terrosa del parapetto che deve esserne armato, e allora non resta allo scoperto che la cupola del coperchio mobile e il cannone pronto a tirare da 30 a 40 colpi per minuto.
■ In difetto di posto preparato in antecedenza, si può limitarsi ad addossare le torricelle da campagna alla scarpa interna del parapetto. Il tetto a cupola è a prova di projettili e di obici.
■ Il peso della torricella, bocca da fuoco compresa, è di 1500 chilogrammi pel calibro di 37, e di 2000 per quello di 53 millimetri; i carri pesando rispettivamente 540 e 690 chilogrammi, ne risultano i pesi di 2040 e 3290 chilogrammi.
■ Si comprende che la messa in batteria d’una torricella di campagna esige lo sforzo combinato d’un numero d’uomini abbastanza considerevole e che l’esecuzione di questa manovra di forza richiede l’impiego di un certo tempo.
■ A questo proposito, conviene osservare che si può, in caso di bisogno, far funzionare la torricella senza tirarla giù dal carro.
■ D’accordo col maggiore Schumann e Scheibert, il generale von Sauer crede che l’uso delle torricelle da campagna può esercitare in certi casi un’ azione decisiva sopra le operazioni di guerra.
■ Tale non era, bisogna dirlo, l’opinione del maresciallo Moltke, che considerava queste corazzate mobili come altrettanti gingilli, capilavori di orologeria, che un nonnulla guasta e di cui non si può servirsi a lungo; ma il maresciallo non è più di questo mondo e, di conseguenza, l’autorità delle sue opinioni ha perduto alquanto del prestigio d’un tempo.
■ I Tedeschi pensano che sia utile l’aver fatto ricorso a codesti affusti corazzati mobili per improvvisare dei centri di resistenza destinati a servire di punto d’appoggio ai corpi di truppa attaccati; e ciò, non solo sopra un campo di battaglia propriamente detto, ma anche nella zona delle posizioni difensive d’una piazza forte.
■ Essi fanno, in quest’ordine di idee, degli studi di torricelle che possono ricevere pezzi a tiro rapido, d’un calibro superiore a quello delle bocche da fuoco messe in servizio fino ad ora, ed hanno già esperimentato un tipo di corazza per cannone di 57 millimetri.”