Corona e protuberanze incandescenti del Sole

Da La Scienza per tutti, Anno XXII – N. 16 – 15 agosto 1915

“Durante un’eclissi totale di Sole, la Luna, che copre l’astro diurno, appare con un’aureola luminosa, di color argenteo, a raggi: è la corona, nella cui conformazione si constata, ad ogni eclissi, una qualche differenza. Si riuscì a dimostrare com’essa travisi in istretto rapporto con la situazione delle macchie solari e con la loro periodicità.
Nella fase massima di esse si vede la corona cingere uniformemente il disco solare; si nota pure, nei raggi della corona, uno sviluppo pressochè uguale in tutte le direzioni. Un’ illustrazione di questa pagina rappresenta appunto tale fenomeno, constatato e fotografato da Schorr in Suk-Ahras (Algeria) durante l’eclissi totale del 30 agosto 1905.
Nella fase minima invece la corona si estende, prevalentemente, in direzione dell’equatore solare, mentre ai poli dell’astro compare una corta radiazione flabelliforme, analoga alle linee d’ energia magnetica, il che indica una connessione inconfutabile della corona con le forze magnetiche.
Altra illustrazione dà qui una veduta della corona nel momento dell’accennata fase minima delle macchie solari, secondo una fotografia, di Pickering, dell’eclissi totale avvenuta il 1° gennaio 1889.
Inoltre, nel corso d’un’eclissi totale, sono visibili, lungo l’orlo del Sole, tipiche formazioni rosee che o aderiscono all’astro elevandosi a guisa di monti o fiamme, o appaiono sospese su di esso come nubi; sono le protuberanze, osservate con attenzione, la prima volta, durante l’eclissi del 1842. In occasione poi di quella avvenuta nel 1868, Janssen e Lockyer si giovarono, per le loro osservazioni (e furono i primi), dello spettroscopio. Si conobbe da allora con esattezza la composizione delle protuberanze.
A spiegare le linee oscure dello spettro solare, (linee di Fraunhofer) convien ammettere, nell’incandescenza solare, un nucleo gasoso circondato da un’atmosfera di temperatura assai più bassa. La coincidenza delle linee nere di Fraunhofer con quelle chiare indica la presenza di gas metallici, la qual cosa prova, dal canto suo, la presenza di quest’ultimi nell’atmosfera solare e prova inoltre come la maggior parte degli elementi chimici del globo terrestre, e a noi noti, si trovi pure nella detta atmosfera : vi mancano solo l’antimonio, il fosforo, il tallio, l’arsenico, l’oro, il bismuto, il selenio, il boro, il litio, il mercurio, lo zolfo. Le macchie solari, poi, nello spettro stesso dànno linee nere più grosse; donde il padre Secchi concluse che, in esse, i gas metallici si trovano in uno stato di maggior densità.
Invece le protuberanze dànno — sempre nello spettro — più linee coincidenti con le principali linee dell’ idrogeno, dell’elio e del calcio. Da ciò risulta la possibilità di osservar tali formazioni in piena luce solare, e nello stesso disco solare. Vi è infatti nello spettroscopio uno o più prismi mercè i quali lo spettro della luce solare, sì molesta, insopportabile all’occhio, si attenua, diffondendosi, in modo che non abbaglia più, mentre le protuberanze, ove si allarghi la fessura (Lockyer, Zòllner), rimangono visibili nella luce delle linee chiare dell’idrogeno, dell’elio e del calcio – prova questa indiscutibile che le protuberanze sono costituite dai gaz idrogeno, elio e calcio allo stato incandescente, i quali possono, in masse di forme assai diverse, salire, con impeto e velocità sorprendenti, fino all’altezza di 1 a 3 minuti di arco, ed anche più in casi speciali.
Un velo rovente di gas idrogeno avvolge pure iI corpo solare alto in qualche luogo 7000 km., in altri ancor più; è la cromosfera che presenta, nella sua ampiezza media, numerose sporgenze in forma di gruppi di fiammelle.
La corona infine offre uno spettro ininterrotto in cui s’avvertono alcune linee chiare, compresa una verde, che devesi attribuire a un elemento speciale, ignoto, che fu chiamato coronio (1).
Nello spettro si notano parimenti, chiarissime, le linee del calcio. Donde la possibilità di fotografare insieme facole e protuberanze in piena luce solare. Si può — giovandosi dello spettreliografo di Hale — eseguire un tal lavoro con la luce monocromatica delle linee del calcio K e H.
(1) Nell’eclisse del 21 agosto 1914 si è trovato nello spettro della corona un nuovo gruppo di righe rosse.”

A sinistra. – Eclissi solare 30 agosto 1905. – A destra. – Eclissi solare 1889.”